Lug 7

L’ultimo teorema di Arthur Clarke

Categorie: Libri

L'ultimo teorema

Tutti ricorderanno la morte di Arthur Clarke avvenuta il 19 marzo 2008. Il grande scrittore di fantascienza si spegne a Colombia nello Sri Lanka alla venerabile età di novantuno anni, lasciando gli appassionati di questo genere orfani di uno dei suoi autori più geniali e prolifici. Non a caso, a lui dobbiamo diverse cose, tra cui la teorizzazione dell’orbita geostazionaria per i satelliti delle telecomunicazioni (fu lui infatti a ipotizzarla per primo in un suo articolo del 1945) e naturalmente “2001, Odissea nello spazio”, il film cult diretto da Stanley Kubrick.
Che Artur Clarke sia stato uno scrittore davvero prolifico lo dimostra il suo curriculum letterario: nella sua lunga carriera ha scritto decine di racconti, diversi romanzi e articoli scientifici. Eppure pare che la sua prolificità sia destinata a dare un ulteriore e ultimo contributo agli appassionati di s.f.: il suo amico, Federick Pohl - scrittore altrettanto famoso di fantascienza - ha concluso per l’autore scomparso “L’ultimo Teorema” (The Last Theorem), al quale l’americano aveva già contribuito per la stesura della prima parte, quando Clarke, a causa dei postumi della poliomelite, non riusciva a scriverlo in autonomia.
La casa editrice HarperCollins, per pubblicarlo, ha comprato i diritti per ben 100.000 dollari. Una cifra davvero alta per un’opera di fantascienza. Ma del resto, se si pensa che 2001: odissea nello spazio (film e romanzo) è ispirato a un suo racconto del 1948 intitolato The Sentinel (La Sentinella), si può certo intuire il perché la nota casa editrice abbia deciso di svenarsi per quest’opera postuma. Attendiamo ora che qualche casa editrice italiana abbia la bontà di tradurlo e importarlo in Italia…

Contenuti Correlati

Share This Post
Nessun Commento
1 Stelle2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

Lug 5

Perché odiamo i totalitarismi?

Categorie: Opinioni, Politica

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)

In questo blog ho parlato tanto del totalitarismo comunista, ho descritto - seppur sommariamente - cosa è, al fin fine, il comunismo nelle sue versioni “reali” (marxista-leninista) e quale mistificazione ci sia dietro questa ideologia sanguinaria che rappresenta il più grosso bluff a cui l’umanità abbia mai preso parte nella pia illusione di risolvere le ingiustizie sociali.
Ma in realtà, IlJester non vuole essere un blog che guarda solo al male che c’è a sinistra. Perché il male non è intrinsecamente di sinistra, come non lo è allo stesso modo di destra. Destra e sinistra sono due categorie che spesso vengono utilizzate per differenziare una visione della vita, ma - fondamentalmente - nessuna delle due (almeno in teoria) predica l’oppressione dell’uomo, sebbene la sinistra abbia in sé concetti e filosofie che non condivido affatto e che ho criticato nei precedenti articoli, tra cui certamente l’arrogante presunzione di essere superiore culturalmente e politicamente a chi non si riconosce in essa e nei suoi valori.
Il male perciò è semplicemente male. Il male assume le forme e le sembianze dell’egoismo, della cattiveria, della violenza e dell’ipocrisia. E quando il male prolifica, ogni ideologia che lo sostiene nelle cause e negli effetti diventa il nemico dell’uomo libero.
E il male, nella vita sociale umana, spesso e volentieri, si identifica con il totalitarismo. Poi, certo, ci sono totalitarismi e totalitarismi. Le cause che possono portare un paese verso la dittatura sono differenti e sono spesso giustificate da fattori economici, politici e religiosi dei più svariati. Ma chiaramente non esiste alcuna giustificazione che possa, in questi termini, confortare repressione della libertà dell’uomo.
I più grandi e brutali totalitarismi del ventesimo secolo sono facilmente identificabili: fascismo, nazismo e comunismo da una parte e repubbliche/monarchie islamiche dall’altra.
Parlando dei primi tre, cos’hanno questi totalitarismi in comune? In primo luogo le radici: nazismo, fascismo e comunismo attingono tutti e tre all’idea del socialismo marxista, con la variante esasperatamente nazionalistica dei primi due. In realtà però la questione è più complessa e coinvolge dottrine filosofiche e politiche soprattutto relative alla concettualizzazione dello Stato Etico.
Ci si chiederà perciò cosa sia lo Stato Etico? Be’, non posso certo scrivere un trattato sull’argomento. Posso solo dire che in sintesi lo Stato Etico spiega molte cose delle dittature e dei totalitarismi. Hegel, in particolare, parte dalla considerazione che lo Stato è “sostanza etica consapevole di sé”. Conseguentemente, esso Stato è fonte di libertà e norma etica per il cittadino. Il che comporta che niente e nessuno può valutare e dare dunque un giudizio morale sulla condotta dello Stato, poiché è lo Stato che stabilisce le norme morali, il fine di se stesso, ed è lo Stato arbitro assoluto del bene e del male. E lo Stato - si sa - è il popolo. Tuttavia, lungi dal venir confermato il principio democratico, tale popolo non è capace di esprimere direttamente la volontà di se stesso. Necessita di un capo carismatico, un soggetto dotato della capacità di interpretare la sua volontà in quanto Stato, e convertire dunque tale volontà in azione statuali, in norme morali e giuridiche che ogni membro della comunità deve rispettare in modo assoluto. Da qui alla dittatura il passo è breve: il capo indiscusso (il dittatore) riassume in sé lo Stato e il Popolo che è espressione di esso. E non importa che poi il capo sia il segretario di un partito comunista, un leader rivoluzionario, un generale militare oppure la guida di un partito fascista, e non importa se il popolo rappresentato sia il proletariato disagiato o la borghesia produttiva, ovvero una casta militare. Importa solo che tale capo esista, abbia il potere concentrato nelle sue mani e sia capace di esprimere in modo univoco e indiscusso la volontà di chi carismaticamente (ma non democraticamente) rappresenta.
Comunismo, Nazismo e Fascismo di fatto hanno applicato questa teoria. Sono partiti dalla considerazione che il popolo, non essendo in grado di potersi governare da solo attraverso sistemi democratici, abbia necessitato di un leader che potesse fare le sue veci, che potesse stabilire quel che è giusto e quel che è sbagliato e che perciò avesse la forza e la volontà di far applicare le regole senza alcuna possibilità di contestazione. E i risultati si sono visti: morte, distruzione, oppressione, violazione sistematica dei diritti umani fondamentali, illiberalità… e tutto in nome dello Stato Etico, del fine supremo a cui tutti i cittadini devono contribuire senza protesta e senza dissenso.
Per certi versi, lo Stato Teocratico, oggi esistente in diversi paesi di religione islamica, parte dagli stessi presupposti. Solo che, il capo carismatico non interpreta la volontà di un popolo che è esso Stato, bensì la volontà divina, e applica in questi termini la legge divina che è allo stesso tempo legge morale e legge giuridica (la Shari’a) a cui ogni fedele deve piegarsi per ottenere la salvezza, il perdono e dunque il paradiso. Da qui, l’incompatibilità assoluta con il principio democratico e con i valori che esso propugna: libertà, uguaglianza e rispetto dei diritti fondamentali, posto che le leggi religiose a cui ci si rifà sono spesso arcaiche e dunque al di fuori del contesto sociale attuale che vede l’uomo come centro fondamentale non solo di doveri ma anche di diritti.
Questi sono i totalitarismi di ieri e di oggi, ed ecco perché li odiamo: perché tentano di svuotare l’individuo dei propri diritti, della possibilità di esprimersi liberamente, di dissentire e di sentirsi eguale ai suoi simili e di partecipare appieno alla vita sociale e politica del proprio paese che non è solo Stato, ma anche Nazione, Comunità e Individui.

Contenuti Correlati

Share This Post
1 commento
1 Stelle2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 votes, average: 5 out of 5)
Loading ... Loading ...

Lug 4

Il re è nudo: morte di un’ideologia…

Categorie: Politica, Riflessioni

Comunismorte

Questa mattina ho avuto un interessante dibattito con un marxista-leninista: un comunista convinto che il comunismo sia qualcosa di positivo e che tutto quello che è capitato per attuarlo sia solo un caso, un incidente fortuito lungo la strada del vero comunismo… In altre parole, che il comunismo sia tutt’ora il mezzo per salvare l’umanità dalla catastrofe capitalistica…
Devo ammettere che come lo ascoltavo, pensavo tra me: “Ma esistono ancora questi sconfitti dalla storia? Questi personaggi che credono davvero che l’uomo possa farsi imbrigliare in ideologie totalitarie? In rivoluzioni più o meno proletarie?”
La risposta è stata tanto ovvia quanto preoccupante: “Purtroppo esistono, sebbene solo in Italia e in una dozzina di altri paesi sottosviluppati (ma almeno in questi ultimi, c’è una certa giustificazione, dettata dall’ignoranza e dalla povertà; ma in Italia? In Italia non ci può essere alcuna giustificazione, eppure sopravvivono, più blasonati che mai!).
L’umanità in realtà è cambiata profondamente in questi ultimi sessant’anni. La storia ha sconfitto gli “ideali” comunisti, li ha denudati per quello che sono: forme ideologiche di potere finalizzate alla repressione della libertà umana. Non hanno retto all’impatto antropologico e mai avrebbero potuto. Cinquantamila, forse centomila anni di organizzazione umana tradizionale, non avrebbe mai potuto esser spazzata via dalla debolezza ideologica di Marx ed Hegel. E questo nonostante il movimento proletario - a cui le teorie comuniste hanno dato il via - abbia avuto certamente il suo ruolo importante nella storia, quantomeno per spostare un baricentro altrimenti troppo pendente a favore del capitalismo.
Ecco, se proprio dobbiamo trovare un aspetto positivo nel comunismo, questo è sicuramente il più importante se non proprio l’unico. Il resto è solo veleno che ha contribuito a scrivere le pagine nere di un ventesimo secolo, troppo sanguinoso e troppo illiberale.
Il Re è nudo, ma è chiaramente nudo da parecchio ed è già cadavere. E certamente, per rivestirlo del suo reale abito (sebbene solo per il funerale), non è sufficiente - almeno qui in Italia - l’arma giustizialista politicizzata, non è sufficiente affermare in tono mistificante che il più forte oppositore all’ideologia comunista si faccia leggi ad personam. Ci vuole ben altro, ma questo ben altro - al fin fine - sconfesserebbe la vera natura del comunismo. Non a caso, gli ideali non si giudicano dal loro valore intrinseco, bensì dalle azioni che muovono gli uomini che li sostengono.

Immagine tratta da www.storialibera.it

Contenuti Correlati

Share This Post
Nessun Commento
1 Stelle2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 votes, average: 5 out of 5)
Loading ... Loading ...

Lug 1

Sinistra: se la conosci la eviti

Categorie: Internet, Opinioni, Politica

Sinistra
Che cos’è la sinistra? E’ veramente l’ala riformista del panorama politico di ogni nazione, l’eroina dei deboli o è solo un concetto ipocrita e astratto? Un mezzo fraudolento per raggiungere facilmente il potere, facendo leva sul senso di bisogno delle persone?
Ma poi cosa s’intende per sinistra? Esistono diverse sinistre: c’è la sinistra marxista-leninista, c’è quella socialista e c’è quella sedicente liberale e riformista. A quale di queste si rivolge l’articolo? Essenzialmente a quella che culturalmente predomina fra le tre: quella nostalgicamente comunista o radicale, la quale è la più forte nel sentimento popolare, grazie soprattutto ai (falsi) miti come Ernesto Guevara e alla propaganda. Ma chiaramente, è difficile distinguere tra sinistra e sinistra. In Italia abbiamo quella più vicina al centro democristiano (oggi PD) che, come tale, pur ponendosi in un ottica socialdemocratica, non ha perso alcuni “vizi” genetici risalenti alle proprie radici comuniste, mai del tutto negate.
Eccovi perciò un breve (e per nulla esauriente) ritratto della sinistra e delle sue contraddizioni, premettendo che si vuole in questo articolo criticare aspramente non tanto il pensiero di sinistra inteso come “difesa dei deboli”, quanto piuttosto le pretese di superiorità morale e culturale della sua ideologia rispetto a chi non condivide queste pretese, e pur questo fa suo lo stesso pensiero di tutela citato.
In primo luogo, la sinistra - tranne che nelle sue origini - è tendenzialmente una parte politica che vive e prolifica sul disagio sociale, sulle difficoltà della gente, sulla povertà e sulle ingiustizie. Non ha un vero interesse a risolvere i problemi delle persone, perché una volta risolti, essa sinistra scomparirebbe. Ma del resto, ammesso e non concesso che tenti davvero di affrontarli, le soluzioni politiche ed economiche offerte sono tanto risibili e ridicole, quanto pericolose e retrograde.
Da qui la diffusa cultura del “NO-NI” preconcetto e ideologico della sinistra; un “NO-NI” frutto dell’irresponsabilità di una ideologia limitata e limitatativa, lagnosa e preoccupata solo di tutelare e preservare i propri privilegi sindacali e politici (lo Stato spende un patrimonio in permessi sindacali per i suoi dipendenti; permessi che spesso vengono utilizzati per fini differenti e per sottrarre produttività, incrementando la spesa pubblica che noi cittadini paghiamo con le tasse).
Questo è un primo volto della sinistra. Ma la sinistra è anche una cultura fortemente statalista e ideologicizzata che tende a egemonizzare e a considerare l’avversario non già come qualcuno che la pensa in modo differente e a cui bisogna portare rispetto, bensì come un nemico da eliminare politicamente (e si vede costantemente).
La sinistra è pure cieca e orba: non riesce ad avere una visione d’insieme della società, considerata in modo settario e classista (operai, contadini, borghesi, capitalisti, fascisti ecc.). Ma questo del resto è il limite maggiore della sinistra e della sottocultura che propugna.
La sinistra è potenzialmente illiberare e antidemocratica, nonché eversiva nelle sue frange più estreme (che cos’è la rivoluzione se non una forma di eversione di stampo fascistoide, fondato sul mito comunista della dittatura del proletariato?). Non accetta il dialogo e il confronto (la censura non è solo fascista), e non permette la partecipazione democratica e la pluralità del pensiero, perché - come ho già ripetuto - la sua ideologia non da spazio a visioni della società differenti rispetto alla propria. [Leggi il resto]

Diverse sono le letture interessanti sull’argomento. Per facilitare un approccio più immediato e soprattutto per individuare subito letture che si pongono certamente fuori dal coro rispetto a una letteratura italiana e straniera tutta rivolta a valutare in termini positivi la sinistra e il comunismo, eccovi tre opere fondamentali:

Il Libro nero del Comunismo IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO
Del 1998, a cura dello storico Stéphane Courtois, questo volume è impressionante per quanto riguarda i dettagli statistici dei misfatti del Comunismo in Europa e nel mondo: deportazioni, discriminazioni generalizzate, torture, repressioni ecc. La sua autorevolezza non è ormai più messa in discussione. Persino Norberto Bobbio dichiarò a tal proposito che “… L’utilità e la novità dell’opera è aver individuato il nesso indissolubile tra comunismo e terrore dovunque.”
C'era una volta il Che C’ERA UNA VOLTA IL CHE
Per l’illustrazione di questo libro - che rivisita la figura di Che Guevara (e per certi versi della rivoluzione cubana, compresa l’instaurazione del regime castrista, tutt’ora al potere nella povera Cuba), restituendo allo stesso soprattutto verità e correttezza storica - invito a leggere la presentazione che feci qualche mese fa: Un mito da sfatare .
L'altra Casta L’ALTRA CASTA
Libro scritto da Stefano Livadiotti che tratta - guarda caso - dell’altro grande potere italiano. Quello dei sindacati. Un’opera davvero interessante sui privilegi e le carriere dei sindacalisti. I fatti e i misfatti che hanno visto protagonista il sindacato italiano. Il patrimonio con i suoi fatturati da multinazionale. Un’interessante inchiesta dunque su quella che è, a ragione, considerata appunto l’altra casta.

Per certi aspetti, inoltre vengono consigliati anche i libri di Oriana Fallaci.

Contenuti Correlati

Share This Post
1 commento
1 Stelle2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 votes, average: 5 out of 5)
Loading ... Loading ...

Pagina successiva »